La leggenda narra che un giovane marinaio veneziano porto’ in dono da mari lontani alla sua amata un alga marina e che lei volendo conservare per sempre il caro ricordo, ne copio’ esattamente i delicati contorni, e i trafori, usando del semplice filo.
La lavorazione del merletto di Burano si diffuse nella repubblica di Venezia nel 1500. Una forte spinta al suo espandersi fu data dalla dogaressa Morosina Morosini che, innamoratasi dell’arte del Merletto di Burano, creo’ alla fine del XIV secolo un laboratorio, nel quale trovarono impiego 130 merlettaie, e la cui produzione serviva in parte ad aumentare il corredo personale della dogaressa, in parte per essere inviata in dono alle sue amiche nelle piu’ prestigiosi corti d’Europa. Alla morte della dogaressa il laboratorio venne chiuso, ma l’arte del merletto continuo’ a vivere attraverso le mani delle piu’ brave merlettaie.
Con il passare degli anni, i merletti di Burano divennero sempre piu’ ambiti e richiesti in tutta Europa. Si dice che il giorno della sua incoronazione a Re di Francia, Luigi XIV portasse un originale e prezioso collare di merletto che faceva spicco sul suo mantello, eseguito da abilissime merlettaie di Burano in due anni di paziente lavoro.
L’arte veneziana del merletto fu molto apprezzata in Francia, tanto che per opera di Caterina de Medici e del Ministro Colbert alcune merlettaie di Burano si trasferirono in Francia.
Nelle manifatture reali di Remis si lavorava il "Punto in aria" (punto tipico del merletto di Burano) sotto la direzione di suor Maria Colbert, nipote del ministro, e di alcune merlettaie buranelle, ed in pochi anni le lavoranti veneziane divennero circa 200 ed un numero imprecisato quelle francesi.
Nel 1665 il "Punto in aria" divenne "Point de France" iniziando cosi’ una forte concorrenza al merletto di Burano.
Nonostante cio’il punto di Francia non riusci’ mai ad eguagliare quello veneziano. I veneziani avevano fatto del pizzo un arte, i francesi un’industria.
Come molti altri prodotti francesi, anche i pizzi furono protetti con forti dazi, di modo che l’esportazione dei merletti di Burano verso la Francia ne ebbe un certo danno. Ma anche con i dazi francesi l’arte continuo’ a prosperare tanto che all’inizio del 1700 nel laboratorio veneziano "Ranieri e Gabrieli" trovavano impiego circa 600operaie.
Nel 1797 con la fine della repubblica veneta si ebbe anche la fine della produzione del merletto, che divenne un’attivita’ esclusivamente familiare.
L’inverno del 1872 fu molto freddo, e per l’economia di Burano, basata esclusivamente sulla pesca, rappresento’ una vera tragedia. Fu allora che grazie all’interessamento della contessa Adriana Marcello e dell’onorevole Paolo Fambri l’arte del merletto ad ago rinacque
con lo scopo principale di alleviare in qualche modo le tristi condizioni economiche della popolazione buranella.
Il ricordo del periodo d’oro del merletto di Burano era custodito nella memoria di una vecchia signora ottantenne, Vincenza Memo, detta Cencia Scarpariola e fu proprio lei a svelarne i segreti ad una maestra elementare, Anna Bellorio d’Este, che a sua volta li fece apprendere alle sue figlie e ad altre ragazze.
Ritornarono in auge il "Punto in Aria" ed il "Punto rosa" e venne istituita una scuola, tanto che nell’800 il merletto ad ago divenne la principale risorsa per l’isola di Burano.
Grazie al costante interessamento della contessa Adriana Marcello molte nobildonne dell’epoca, tra cui la principessa di Sassonia Weimar, la duchessa di Hamilton, la contessa Bismark, la principessa Metternich, la Regina d’Olanda, e la Regina Margherita, affidarono alla scuola importanti commissioni, tanto che nel 1875 le merlettaie erano piu’ di cento.
Il 23 gennaio del 1893 moriva la contessa Adriana Marcello, la quale pero’ prima di morire affido’ al figlio, Conte Girolamo Marcello l’incarico di continuare l’opera della madre.
La produzione della scuola ebbe un continuo crescendo fino al 1915, data in cui comincio’ la prima guerra mondiale.
Per qualche anno la richiesta dei merletti di Burano subi’ un rallentamento, ma la ripresa si ebbe ben presto e le commissioni ricominciarono ad essere molte, affidate sia dai piu’ importanti mercati italiani ed esteri, ma anche dal Governo Italiano.
Durante la seconda guerra mondiale e negli anni successivi la scuola attraverso’ dei periodi buoni contrapposti ad altri meno prosperi , fino a che nel 1972 venne definitivamente chiusa.
Le signore che oggi conoscono l’arte del merletto ad ago sono molto poche e lavorano nelle proprie abitazioni. Nei negozi Merletti d’arte Martina potrete ammirare come queste esperte merlettaie siano in grado ancora oggi di creare dei merletti usando le stesse tecniche adoperate dalle loro antenate nel 1500; potrete inoltre vedere la personale collezione di merletti antichi e moderni, composta di tovaglie, copritavolo, centri tavola, colletti, lenzuola, fazzoletti, e mille altri articoli